Verande chiuse, soppalchi, tramezzi spostati, frazionamenti mai dichiarati: a Roma molti immobili hanno difformità rispetto ai titoli edilizi. Prima di vendere, chiedere un mutuo o ristrutturare conviene capire se e come si possono regolarizzare. Qui spieghiamo le strade possibili.
Condono e sanatoria non sono la stessa cosa
Il condono è una misura straordinaria prevista da leggi specifiche: in Italia ce ne sono stati tre (L. 47/1985, L. 724/1994 e L. 326/2003). Oggi non è possibile presentare nuove domande di condono. Restano però moltissime domande presentate a suo tempo e mai concluse, che a Roma vengono istruite dall'ufficio comunale dedicato al condono edilizio.
La sanatoria è invece lo strumento ordinario, sempre disponibile, previsto dal Testo Unico Edilizia (DPR 380/2001) per regolarizzare opere eseguite senza titolo o in difformità, quando rispettano le norme.
Le strade per regolarizzare
Completare una domanda di condono pendente
Si recupera il fascicolo, si verifica cosa manca (integrazioni, documentazione tecnica, versamenti) e si porta la pratica fino al rilascio del titolo in sanatoria. È spesso indispensabile prima di una compravendita.
Accertamento di conformità
L'art. 36 del DPR 380/2001 consente di sanare gli interventi conformi alla disciplina urbanistica ed edilizia sia al momento della realizzazione sia al momento della domanda (la cosiddetta doppia conformità).
Le novità del Salva Casa
Il decreto Salva Casa (D.L. 69/2024, convertito dalla L. 105/2024) ha introdotto l'art. 36-bis per le difformità parziali e le variazioni essenziali, con requisiti di conformità meno rigidi, e ha ampliato le tolleranze costruttive dell'art. 34-bis: piccole differenze di misura, entro le percentuali di legge, non sono considerate abusi.
CILA tardiva
Per i lavori interni che avrebbero richiesto una CILA, si regolarizza con la comunicazione tardiva e il pagamento della sanzione prevista.
Cosa non si può sanare
Non sono regolarizzabili gli interventi in contrasto con le norme urbanistiche, per esempio aumenti di volume o di superficie non consentiti dal Piano Regolatore, né le opere in aree vincolate senza i necessari pareri quando questi non possono essere rilasciati a posteriori. In questi casi l'unica soluzione è il ripristino dello stato legittimo.
Come lavoriamo
- Recuperiamo titoli edilizi, eventuali domande di condono e planimetrie storiche.
- Rileviamo lo stato di fatto e lo confrontiamo con lo stato legittimo.
- Individuiamo la procedura corretta e prepariamo la pratica, compreso l'aggiornamento catastale finale.
Dopo il sopralluogo ti indichiamo nel preventivo gratuito tempi, documenti necessari e costi della pratica.
Le informazioni hanno carattere generale. Per il tuo immobile serve una verifica dei documenti e dello stato dei luoghi.