Edilizia

CILA tardiva a Roma: come regolarizzare lavori già eseguiti

Geom. Simone MarcantogniniPubblicato il 22 ottobre 20262 min di lettura

Capita spesso: il bagno è stato rifatto, una parete interna è stata spostata o la cucina è stata aperta sul soggiorno, ma nessuno ha presentato la pratica. Il problema emerge al momento della vendita, della richiesta di un mutuo o di un bonus edilizio. Se i lavori rientravano tra quelli soggetti a CILA, a Roma la soluzione è di norma la CILA tardiva, spesso chiamata anche CILA in sanatoria.

Cos'è la CILA tardiva

È la stessa comunicazione di inizio lavori asseverata prevista dall'art. 6-bis del DPR 380/2001, presentata però quando i lavori sono già iniziati o già conclusi. La norma non considera l'omessa CILA un abuso grave: prevede una sanzione pecuniaria e consente di mettere in regola l'intervento con una comunicazione successiva.

Quali lavori si possono regolarizzare

La CILA tardiva vale solo per gli interventi che, se fossero stati comunicati in tempo, sarebbero rientrati nella CILA. Tra i casi più comuni:

  • demolizione o spostamento di tramezzi e apertura di porte interne;
  • rifacimento del bagno o della cucina con modifica della distribuzione;
  • manutenzione straordinaria e restauro che non toccano le parti strutturali.

Non si può usare per opere che richiedevano SCIA o permesso di costruire, per aumenti di superficie o volume, per frazionamenti o per interventi sulle strutture. In questi casi si parla di difformità vere e proprie, da valutare con gli strumenti della sanatoria edilizia: ne parliamo nella guida sull'abuso edilizio.

La sanzione

L'art. 6-bis, comma 5, prevede una sanzione di 1.000 euro per la mancata comunicazione. L'importo è ridotto di due terzi, cioè a 333 euro, se la CILA viene presentata spontaneamente mentre i lavori sono ancora in corso. Il modulo unificato della Regione Lazio distingue infatti i due casi: intervento in corso di esecuzione o intervento già realizzato, con la relativa ricevuta di versamento da allegare.

Come si presenta a Roma

  1. Verifica preliminare: si recuperano i titoli edilizi e la planimetria catastale per ricostruire lo stato legittimo dell'immobile.
  2. Rilievo: si misura lo stato attuale e si confronta con l'ultimo stato autorizzato.
  3. Presentazione sul SUET di Roma Capitale, con relazione asseverata, elaborati grafici ante e post operam, data di esecuzione dei lavori e ricevuta della sanzione.
  4. Aggiornamento catastale: se la distribuzione interna è cambiata, si presenta la variazione DOCFA per allineare la planimetria.

Perché farla prima di vendere

Una difformità interna non regolarizzata può rallentare un rogito, far saltare una perizia bancaria o impedire l'accesso ai bonus. Regolarizzarla prima del compromesso costa meno, in tempo e in trattative, che farlo all'ultimo momento.

Come lavoriamo

Lo studio verifica se i lavori eseguiti rientrano davvero nella CILA, prepara la pratica tardiva sul SUET e cura l'aggiornamento catastale, così che stato di fatto, titolo edilizio e catasto coincidano.

Dopo il sopralluogo ti indichiamo nel preventivo gratuito tempi, documenti necessari e costi della pratica.

Le informazioni hanno carattere generale. Per il tuo immobile serve una verifica dei documenti e dello stato dei luoghi.

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