Una visura con un intestatario sbagliato, un indirizzo non aggiornato o una planimetria che non corrisponde all'appartamento sono problemi frequenti, che di solito emergono nel momento meno opportuno: alla vigilia di un rogito, di una successione o di una richiesta di mutuo. La buona notizia è che quasi sempre si possono correggere. La strada da seguire, però, dipende dal tipo di errore.
Tre tipi di errore, tre strade diverse
Per orientarsi conviene distinguere:
- errori materiali nei dati, cioè sbagli commessi in banca dati rispetto a documenti già presentati (un nome trascritto male, un indirizzo o un numero civico errato, una voltura non registrata);
- planimetrie mancanti o abbinate all'unità sbagliata;
- planimetrie non conformi allo stato reale o dati di classamento non coerenti con l'immobile.
Errori nei dati: la richiesta all'Agenzia delle Entrate
Per gli errori nei dati catastali l'Agenzia delle Entrate mette a disposizione il servizio gratuito di correzione dati catastali online (Contact Center), oltre alla possibilità di presentare un'istanza di rettifica all'ufficio provinciale – Territorio di Roma. Alla richiesta va allegata la documentazione che dimostra il dato corretto: ad esempio l'atto di provenienza o la documentazione toponomastica.
Attenzione: se l'errore non è del catasto ma è contenuto nell'atto (un dato sbagliato nel rogito, una quota indicata male), il catasto non può correggerlo da solo; occorre prima rettificare il titolo, di norma con un atto del notaio. Se invece manca il passaggio di proprietà dopo una successione o un acquisto, la soluzione è la voltura catastale.
Planimetria mancante o abbinata male
Capita che la planimetria non risulti in banca dati o sia collegata a un subalterno diverso. Se la planimetria era stata regolarmente depositata, la segnalazione all'Agenzia consente di recuperarla o riassociarla. Se invece non è mai stata presentata, occorre redigerla e depositarla con una pratica DOCFA.
Planimetria non conforme: serve il DOCFA
Se la planimetria è stata disegnata in modo errato, o se l'appartamento è stato modificato nel tempo, non si tratta di un errore correggibile d'ufficio: serve una nuova dichiarazione DOCFA redatta da un tecnico abilitato, sulla base di un rilievo aggiornato (vedi la guida su accatastamento e variazione DOCFA). È il caso più delicato, perché prima di aggiornare il catasto occorre verificare che le modifiche siano regolari anche sotto il profilo urbanistico: il catasto descrive l'immobile, ma non sana eventuali difformità.
Categoria e rendita non coerenti
Se categoria, classe o consistenza non rispecchiano le caratteristiche dell'immobile, si può chiedere all'ufficio un riesame in autotutela, motivato e documentato, oppure, quando ne ricorrono i presupposti, presentare una variazione DOCFA che descriva correttamente l'unità.
Perché non rimandare
Nell'atto di vendita l'intestatario deve risultare conforme ai registri immobiliari e il venditore dichiara la conformità dei dati catastali e delle planimetrie allo stato di fatto (legge 52/1985, art. 29, comma 1-bis). Un errore scoperto all'ultimo momento può far slittare il rogito. Per questo la correzione rientra tra le verifiche da fare con rilievi e planimetrie aggiornati prima di vendere o comprare.
Il supporto dello studio
Lo studio analizza visure e planimetrie, individua il tipo di errore e la procedura corretta, prepara istanze di rettifica e pratiche DOCFA e verifica la coerenza con i titoli edilizi dell'immobile.
Dopo il sopralluogo ti indichiamo nel preventivo gratuito tempi, documenti necessari e costi della pratica.
Le informazioni hanno carattere generale. Per il tuo immobile serve una verifica dei documenti e dello stato dei luoghi.